Potevate anche dirmelo! di Enrica Aragona | La vita di una donna

La vita di una donna è un apostrofo rosa tra le parole “sindrome premestruale” e “menopausa” - Sesat Edizioni.

La vita di una donna è un apostrofo rosa tra le parole
“sindrome premestruale” e “menopausa” – Sesat Edizioni.

Per una donna, i trent’anni sono come un giro di boa. Quando arriva il fatidico momento di spegnere la trentesima candelina deve aver trovato la propria via. Avere una famiglia. Una carriera stabile. Aver superato il terribile ostacolo che si chiama realizzazione. Deve almeno aver deciso “cosa farà da grande”. Deve…

Tutte stronzate!

Per Elena Salvini, la protagonista di questo romanzo, tutti questi stereotipi non valgono un fico secco.

Elena ha trent’anni, soffre di una perenne sindrome premestruale che si manifesta in una totale assenza di peli sulla lingua, non è mai stata dall’estetista, rischia la rottura delle caviglie ogni volta che indossa scarpe con i tacchi, non ama spettegolare e rivendica fermamente la propria indipendenza.

Non è facile però per una come lei vivere pacificamente in questo mondo. La fine della disastrosa relazione con lo smidollato Paolo e il nuovo lavoro in una azienda popolata quasi esclusivamente da donne, la scaraventano violentemente di fronte alla necessità di un update del suo caratteraccio: una smussatina, se così vogliamo dire, agli spigoli della vecchia Elena.

Così prende vita Elena 2.0, versione soft ed iper-femminile del suo carattere con cui riesce a trovare un equilibrio nella routine dell’ufficio e negli inaspettati eventi che la vedranno coinvolta. O almeno così le sembrava all’inizio  perché gli stereotipi, come le bugie, se ripetuti un numero sufficiente di volte, finiscono per convincere anche il più tenace degli oppositori.

Potevate anche dirmelo! è una graffiante e divertente storia di equivoci tutta al femminile, dai risvolti imprevedibili e che non rischia mai di scadere nel banale. Una storia in cui ognuno può riconoscersi e che tiene incollato il lettore dalla prima all’ultima pagina. Il bersaglio principale dell’autrice e della sua critica divertente e sarcastica, a tratti quasi cinica, sono gli stereotipi di una società che richiede e, anzi, pretende un conformismo spietato e ridicolo che ingloba tutto e tutti.

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