Le donne perdonano tutto tranne il silenzio, Rosa Matteucci | Narrativa Giunti

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Le donne perdonano tutto tranne il silenzio, Rosa Matteucci | Narrativa Giunti

Rosa Matteucci è l’ironia della donna liberata, la scrittrice che toglie il fiato, più moderna di Sex and the city e al contempo antica come un ex voto. Il suo ultimo libro ha un titolo perentorio Le donne perdonano tutto tranne il silenzio, edizioni Giunti. Credo che la scrittrice sia stufa di essere considerata la visionaria della narrativa italiana, quella che si compiace di una scrittura intrisa di deliquio e “cristiani sentimenti” e di allucinazioni letterarie, come era stata descritta dai critici, dopo i suoi due libri Adelphi, il primo Lourdes (1998) e poi Libera la Karenina che in te (2003). Molto lodati, portatori sani di una femminilità ubertosa, di scrittura aforistica e soffusa di un sarcasmo particolare e coriaceo.

In questo libro la trama si avvita sue due personaggi femminili: la prima,  attrice di un film che non si farà, un Calvario dove Cristo non muore davvero; l’altra, una donna attempata, che fa la giornalista senza un vero contratto, free lance all’età di cinquanta anni (come non rivedersi in questo carattere scolpito dalla sofferenze delle recensioni a costo zero, delle interviste traballanti, di un giornalismo che resta nel sottobosco? Poveri noi). Cosa cercano oltre al lavoro? L’amore, naturalmente, ma i maschi della Matteucci sono ridicoli, schiocchi, superficiali, dediti a un egocentrismo ipertrofico e cavalieri di lotte mai combattute, il regista, il pittore e altri comprimari. Ogni capitolo è un sipario: da Il quaderno di Maria al capitolo finale  Se non hai voglia di tuffarti in un gomitolo di mail lasciami qui come cose dimenticata. In mezzo, un mondo di uomini e donne, dove queste ultime prendono il sopravvento.

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Sono lucide le donne della Matteucci, nella quotidianità ma anche nelle notti buie e tempestose. Sole di una solitudine romantica (la scrittrice cita espressamente Cime Tempestose), erotiche nel discorso amoroso, senza essere mai volgari. Sorridono al mondo con tristezza, insomma. Maria è una donna di grandissima umanità e pietas, dunque divertente e divertita.

La Matteucci ha un modo molto suo di trattare gli animali, li rende umani, vivi, i più buoni nell’universo mondo. La Matteucci è intrisa di letture di Anna Maria Ortese e non ne fa mistero, anche della Morante. Per quanto riguarda il corpo femminile, la scrittrice è devota a Michel Onfray al suo Teoria del corpo amoroso.

Questo libro di centoquaranta pagine vi marchia, vi lascia affascinati, vi rende il mondo più comico di quanto non lo sia in realtà.

Autore: vincenzo mazzaccaro

Recensisco libri da anni. Ho scritto e collaboro ancora per www.35mm.it

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