Il veleno dell’oleandro, ombre di famiglia | Simonetta Agnello Hornby

Agnello Hornby Il veleno dell'oleandroAd undici anni dal suo esordio come scrittrice con La Mennulara, Simonetta Agnello Hornby presenta la sua ultima fatica letteraria: Il veleno dell’oleandro (su Lafeltrinelli.it a 12,75 euro). Una nuova saga familiare ambientata al sole della Sicilia, ai piedi delle suggestive cave di Pantalica, nell’immaginario paesino di Pedrara, dove ancora una volta segreti, passioni e rancori si raccolgono al capezzale di qualcuno, intorno al finire di una vita che, quasi in maniera involontaria, spinge a galla la storia di tutta la famiglia Carpinteri cucita fra tante ombre e poca, pochissima, luce.

Il titolo Il veleno dell’oleandro trova ispirazione proprio nella pianta del nerium oleander, velenosa per ogni essere animale (ne sanno qualcosa le truppe napoleoniche che usarono i suoi rami come spiedini per cuocere la carne durante le campagne militari in Italia…), che diventa metafora di intrighi e sotterfugi familiari, legati da quel silenzio tipico del tempo, che si confonde nelle pieghe dei lenzuoli, in quelle mirabili bugie che solo determinate consapevolezze sanno inventare.

Edito da Feltrinelli, Il veleno dell’oleandro è, come ammette la stessa Agnello Hornby, un libro molto diverso dalle altre sue opere, ancora più serrato, con una narrazione che si svolge nell’arco ristretto di quattro-cinque giorni, con la presenza straordinaria di ben due voci narranti, una novità per i romanzi della scrittrice siciliana naturalizzata inglese.

In un gioco di sole e polvere, Il veleno dell’oleandro ci conduce in una nuova storia ricca di passioni, spesso violente, spesso ammiccate, ma che lasciano inevitabilmente il segno grazie alla intensa penna della Agnello Hornby .

La trama

Pedrara. Ai piedi dei monti Iblei si riunisce la famiglia Carpinteri al capezzale di zia Anna, matrona indiscussa di casa, affetta da una demenza senile quasi premonitrice. Così come un tempo i siciliani cercavano nascondiglio dai pirati del mare rifugiandosi nelle cave di Pantalica, così la famiglia Carpinteri cela in sé un popolo di fantasmi, di segreti, di rancori, che man mano, attraverso il vagheggiare di Anna, vengono a galla, scorticando la corteccia di labile dell’amnistia familiare che si è creata nel tempo.

Le domande si affollano nella testa dei familiari della donna: dove sono i decantati gioielli – dono di un misterioso amante – che potrebbero sanare le gravi difficoltà dei Carpinteri? È chi è davvero Bede, ambiguo e bellissimo factotum di casa che ha probabilmente intrecciato una relazione non solo con zia Anna, ma anche con lo stesso marito di lei? E perché la presenza di notabili locali si insinua fra il patrimonio della casata e presunti traffici illeciti?

Una corsa alla ricerca della verità, camuffata, nascosta, negata, ma che ora, guidata dalle voci di Mara – nipote prediletta di Anna – e da Bede, risalirà il fondo fino alla ribalta.

Note sull’autrice

Simonetta Agnello Hornby è nata e cresciuta a Palermo. Dopo la laurea in giurisprudenza nel 1967 sposa un inglese e si trasferisce all’estero. Dopo aver vissuto in Usa ed in Zambia, dal 1970 risiede stabilmente a Londra dove esercita la professione di avvocato occupandosi prettamente di diritto di famiglia e dei minori.

A partire dal 2000, la Agnello Hornby comincia la sua esperienza come scrittrice, che la porta a pubblicare con Feltrinelli nel 2002 La Mennulara, seguita da La zia marchesa (2004), Boccamurata (2007), Vento scomposto (2009), La monaca (2010), La cucina del buon gusto (con Maria Rosario Lazzati, 2012).

Il veleno dell’oleandro è il suo ultimo libro.

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