Un libro autobiografico di Emma Woolf, Alla fine di un lungo inverno

La storia di una battaglia contro l'anoressia, la storia di Emma Woolf

La storia di una battaglia contro l’anoressia, la storia di Emma Woolf

Un libro autobiografico firmato Emma Woolf, una scrittrice inglese, pronipote di Virginia Woolf. L’autrice ha trentatré anni e ha deciso di scrivere Alla fine di un lungo invernoedizioni TEA. Il libro è la storia della sua battaglia contro l’anoressia, è arrivato in Italia ed è acquistabile anche online su LaFeltrinelli.it al prezzo di €11,90.

Nomen omen: quando ti chiami Emma Woolf hai poca scelta, il tuo futuro è già scritto e il tuo passaporto letterario ha tutte le carte in regola per assicurarti una brillante carriera.

Dall’età di 22 anni la scrittrice affronta la sfida più grande della propria vita e per la prima volta ha voluto spogliarsi davanti ai suoi lettori, ammettendo di soffrire di una malattia subdola e feroce: l’anoressia funzionale. Una carriera normale, una vita apparentemente tranquilla sotto i riflettori del successo, ma quella di Emma è un’esistenza tormentata da un controllo ossessivo sul cibo, una ricerca esasperata della perfezione, un rapporto morboso con la fame e l’esercizio fisico. Passare dai sessanta chili a trentacinque, provare dolore fisico anche da sdraiati, vedere la tristezza e le lacrime agli occhi di chi ti guarda. Una storia delicata e complessa che cerca di spiegare con semplicità al lettore ciò che avviene nel cervello e nel cuore di una donna che non vuole cedere, a una donna che non riesce a controllare la sua vita, a essere tranquilla dopo un piatto di pasta, a vivere serena la sensazione di un abbraccio a gioire di fronte a un uomo che ti guarda negli occhi e dice “Facciamo un figlio”. Poi, un giorno l’amore, quello vero, è arrivato e con lui il desiderio di affrontare il futuro e sconfiggere i propri demoni, di smettere di accanirsi sul proprio corpo, di gettare i vestiti taglia XXS e ritrovare la propria femminilità. Ricominciare a vivere. Una testimonianza scioccante, un messaggio di speranza, un esempio d’amore verso se stessi, l’impresa più ardua da compiere. Un KitKat, è il dolce cioccolato che segna il cambiamento, in quella giornata innevata londinese:

“È tutto bianco, silenzioso e freddo. Sono più di dieci anni che non assaggio il sapore del cioccolato, e ora sto camminando per strada scartando un Kit Kat. Non so cosa sia più strano, se questa nevicata improvvisa che ha ammantato Londra di quiete, oppure mangiare una barretta di cioccolato in pubblico. Il sapore è meraviglioso. Può sembrare un gesto banale, ma per rappresenta la nuova frontiera dell’alimentazione. È un obiettivo che mi sono data, e mi ci sono volute alcune settimane per trovare il coraggio necessario… ”

Emma è riuscita a raccontare la sua battaglia nel nuovo libro autobiografico e come se non fosse abbastanza ha preso l’impegno di tenere un diario di questa sua lotta estenuante su una colonna del Timesuna rubrica settimanale dal titolo Una mela al giorno” (An apple a day), tutto ciò che la scrittrice riusciva ad ingerire per molto tempo. Presto quest’appuntamento settimanale è diventato uno dei più seguiti: i messaggi, le mail e i commenti sono serviti come supporto e le hanno dato la forza per andare avanti.

Leggi anche:

Hai trovato interessante questo articolo?

Aiuta questo sito a promuovere gli autori emergenti, diffondi i contenuti che ritieni validi sul tuo social network preferito o iscriviti alla newsletter. Basta un clic e non costa nulla!

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>