Intervista a Valeria Manzo, autrice di Cuore Inquieto

Valeria Manzo

A tu per tu con Valeria Manzo, autrice del romanzo Cuore Inquieto, edito da Youcanprint e  in vendita su amazon.itwidth=1 a 6,99 euro.

Quanto c’è di autobiografico nelle vicende e nella personalità di Sofia, Rossella e Paola?

Rossella è un personaggio che mi appartiene molto. È la madre che vorrei essere, la madre che spero che un giorno i miei figli dicano che io sia. È una donna forte  che, nonostante le tribolazioni e la sofferenza, ha conservato intatto il suo intimo, ha scelto il bene, ha lottato per la sua famiglia. È una donna straordinaria che non si è arresa mai, ma spesso non vede quanto riesce a dare agli altri e cerca sempre di migliorarsi. Implacabile giudice di se stessa, tende ad analizzarsi e mettersi in discussione, convinta che ogni punto d’arrivo sia in realtà non un traguardo ma un nuovo start. Sofia è il lato immaturo di questa donna, il lato giovane, la consapevolezza non ancora consapevole. Paola, la cui vera storia non è come quella narrata nel mio romanzo, è un personaggio reale, lei vive con il marito e la sua bellissima bambina a Piacenza ed è la mia migliore amica. La nostra amicizia è proprio così come descritta in Cuore inquieto.

Questa storia ha per protagonista le donne ma parla anche agli uomini, qual è il messaggio nascosto tra le pagine del romanzo?

Il messaggio nascosto è una sorta di confessione, un’ammissione di colpevolezza. Siamo terribilmente complicate, esigenti, incontentabili, sempre alla ricerca di uno stimolo vitale, siamo soggette a sbalzi d’umore, seguiamo il ciclo dei nostri ormoni ballerini, siamo criptiche nel parlare e pretendiamo di essere capite al volo. Ma tutto ciò è un enigma che si scioglie con poco, anzi pochissimo, perché in fin dei conti non chiediamo niente di straordinario, solo amore, solo essere amate per ciò che siamo. Ridere dei nostri difetti, parlare dei problemi, non vergognarsi di fronte ai sentimenti, anche quelli che portano alle lacrime: amateci uomini, chiediamo poco. Perché alla fine Venere e Marte non sono poi così distanti…anche se Venere è inquieta.

Qual è la vera forza delle donne che nel romanzo muove tutti gli eventi?
Il coraggio. Il coraggio della donna è insito e risiede in ogni sua cellula. La donna ha il coraggio di amare sempre, a prescindere da ciò che accade. Sappiamo fare scelte drastiche che portano alla sofferenza ed al sacrificio, come rinunciare ad un amore per il bene di un figlio; abbiamo il coraggio di non essere egoiste, inseguendo una felicità magari anche densa e duratura, ma di fare la scelta opposta salvaguardando la felicità di altre persone, senza però mai annichilirci o annullarci ma mentendoci in equilibrio, come esperte trapeziste.

Che importanza hanno per te i luoghi della memoria?

La memoria è la base della nostra vita. Io sono un’archeologa e sono convinta che la stratificazione delle nostre esperienze ci formi e ci porti ad essere come siamo, ma credo anche che questo sia un processo che accade quotidianamente. La memoria ci sostiene, la memoria ci avvolge, la memoria è la base del nostro “io” e i luoghi in cui si sono svolte le vicende della nostra vita ci appartengono, come ci appartiene il ricordo che da essi scaturisce. Il mio romanzo è ambientato in un piccolo e splendido paesino di montagna, dove la mia famiglia ha una casa da trentacinque anni. In quel paesino, Arcinazzo, chiuso tra bellissimi altipiani, ho vissuto le estati della mia infanzia e adolescenza, della mia giovinezza, ho vissuto momenti di relax con gli amici, quando sono diventata più grande. E adesso vedo i miei bambini giocare nel mio giardino, sotto i pini sui quali io stessa mi arrampicavo. È il miracolo della vita, della continuità.

Hai già in mente un prossimo romanzo? Quali saranno gli argomenti trattati?

Sto scrivendo il secondo romanzo, che sarà molto diverso da questo. È un noir, un romanzo dalle tinte forti incentrato attorno a due personalità difficili, una donna e un uomo dal passato terribile, per motivi differenti ma altrettanto gravi. Ambientato tra il Messico e gli Stati uniti, toccherà temi come la violenza, la prostituzione, la depressione, ovvero il male del secolo.

 

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