Fedone di Platone: pilastro del nostro pensiero contemporaneo

Certe opere non appartengono solo alla letterature, alle filosofia, alle antologia, ma al nostro modo di pensare. È uno dei pilastri dell’occidente, malgrado i radicali cambiamenti sopravvenuti, su cui poggia la nostra contemporaneità, o meglio la sua percezione. Fedone, o Sull’anima, edito da Rusconi e disponibile su Bol.it a soli € 5,95, è il più celebre dialogo di Platone, in cui si svolge la celebre morte di Socrate.

A dispetto di ciò si potrebbe ritenere, l’impostazione dell’opera è prevalentemente narrativa, capace anche di commuovere, quasi fosse un racconto. In Fedone Socrate e i suoi alievi discutono, nella Grecia del IV secolo a.C, dell’immortalità dell’anima mediate elaborazione di quattro passaggi: la palingenesi, la dottrina della reminiscenza, la differenza sostanziale fra l’anima e il corpo e la constatazione che l’idea della morte non può risiedere nell’anima.

Platone celebra e ci offre in eredità il trionfo della ragione. Da qui il rapporto con il corpo, che per il filosofo non è più un criterio di verità. Perché? La carne si modifica, è soggetta a pulsioni, in sostanza non è un referente oggettivo. È quindi indispensabile introdurre un nuovo elemento in grado di assicurare l’oggettività della conoscenza, ovvero l’anima. Elemento di cui non si ha traccia nella tradizione giudaica e neppure in quella cristiana per i primi quattro secoli. Ciò da la misura del portato rivoluzionario del pensiero platonico, e con esso di Fedone.

Lo stesso Agostino riprenderà il concetto di anima ricavandolo da Platone, cambiandone tuttavia lo sfondo poiché inscritto nella logica della salvezza. Mentre Platone istituisce l’anima unicamente come organo delle idee e dei numeri. È qui che nasce la volontà di istituire un sapere scientifico, una ragione imperante, matematica, che parte dal mondo della vita per poi sublimare in un pensiero geometrico. Passeranno secoli prima che venga alla luce la scienza matematica per come la conosciamo oggi, ciononostante, dal punto di vista concettuale, abbiamo assistito puramente a una rigorizzazione del pensiero platonico, escludendo nell’approccio scientifico la qualità delle cose.

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Fedone ci dà l’opportunità di guardarci attorno consapevoli dei nostri filtri, dall’adozione di quei criteri che incido, sino al punto di definirla radicalmente, la realtà, la sua apparente oggettività.

Autore: Iacopo Bernardini

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