Sanguisughe, il libro inchiesta di Mario Giordano

Sanguisughe, libro inchiesta di Mario GiordanoSanguisughe di Mario Giordano edizioni Mondadori (a 15,72 euro su Feltrinelli.it) svela i retroscena del sistema pensionistico italiano, finendo per risultare involontariamente comico. Le storture e le assurdità messe in luce dal libro-inchiesta potrebbero apparire quasi una lunghissima barzelletta, se non contenessero un retrogusto amaro per tutti quei lettori che non sono stai baciati dalla dea fortuna Inps. Giordano stesso non evita un tono canzonatorio nei confronti dei tanti fruitori di pensioni ingiustificate, soprattutto quando svela che la motivazione principale di chi fa richiesta di un immeritato vitalizio è nella possibilità stessa di farlo. Esiste cioè una legge che lo consente, e tutti decidono semplicemente di rispettarla. Peccato che leggendo Sanguisughe si apprenda che in molti casi tale legge sia stata fatta proprio per consentire l’illegalità, e spesso persino da chi poi ha goduto degli effetti della stessa. Tra i casi più eclatanti citati quelli di Lamberto Dini e Giuliano Amato, entrambi fieri propositori di sacrifici e tagli per gli altri, entrambi fieri accumulatori di pensioni e indennità per se stessi.

Leggendo si scopre che il pensionato più ricco d’Italia, un certo Mauro Sentinelli, percepisce una cifra pari a 90.000 euro al mese, e che si può ottenere una meritata pensione dopo essere stati appena un giorno in parlamento, o una settimana o anche paradossalmente senza esserci mai stati, come nel caso di un giornalista chiamato prima a sostituire un deputato passato a miglior vita a cavallo tra due legislature, e poi destituito del suo ruolo di onorevole prima ancora di svolgerlo. Dal libro inchiesta di Giordano risulta che nessuna ideologia politica è in grado di funzionare da deterrente morale. Politici cioè sia di destra che di sinistra e, persino di estrema sinistra, non riescono a resistere alla tentazione dal denaro pubblico.

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I capitoli si succedono a ritmo serrato in un accumulo sempre più sorprendente di fatti: dai baby pensionati a riposo alla tenera età di 29 e 32 anni ai falsi invalidi, perfettamente rappresentati da un’intera famiglia di ben ventidue persone tutte colpite da qualche fantasiosa disgrazia invalidante e tutte passate dalle casse dell’Inps. Una menzione speciale viene concessa a quelle pensionate che, avendo vissuto l’ingrato ruolo di mogli di qualche boss di mafia, sono state considerate alla stregua delle vittime della stessa. Giordano invoca una reazione di indignazione da parte di chi quel sistema potrebbe contribuire a modificarlo e da parte di quanti, leggendo il suo libro, non possono che protestare affinché il sistema cambi.

Autore: Rina Zamarra

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