Sostiene Pereira, fotografia salazarista nel libro di Antonio Tabucchi

A poche ore dalla morte di Antonio Tabucchi, vogliamo ricordare il grande scrittore con la recensione di quello che fu il suo libro più famoso “Sostiene Pereira” (su Lafeltrinelli.it a 6,37 euro), vincitore del Premio Super Campiello, del Premio Scanno e del Premio Jean Monnet per la Letteratura Europea.

Tabucchi è sempre stato un appassionato del Portogallo e della sua cultura, tanto da essere letteralmente catturato dalla magia di questo paese. In particolar modo, sono le opere di Fernando Pessoa a coinvolgerlo e, proprio su questo autore, aiutato dalla moglie María José de Lancastre, Tabucchi realizza un libro di saggi, una commedia teatrale e si occupa di tradurre in italiano le maggiori opere dello scrittore portoghese.

Sostiene Pereira è sicuramente il romanzo storico attraverso il quale Tabucchi si afferma al grande pubblico facendo conoscere la propria arte, proponendo un personaggio che non ha tempo e che nelle scorrere della narrazione acquista una nuova consapevolezza, mutando il suo desueto fatalismo in coscienza attiva e partecipativa, pur sapendo di mettersi in gioco in maniera pericolosa, quasi fatale, compiendo per la prima volta nella sua carriera e nella propria vita un atto di ribellione.

Siamo a Lisbona, nel 1938, nel pieno del regime salazarista, nel momento in cui il tremore politico si affaccia con timida violenza verso un status di polizia non più sostenibile. Pereira è giornalista del Lisboa, un piccolo quotidiano del pomeriggio, del quale è responsabile della pagina culturale. E, proprio immerso nella sua letteratura francese preferita e nelle proprie metodiche azioni quotidiane, Pereira vive e si trascina con tutto il suo peso, quasi disincantato dinanzi agli eventi politico – sociali che accadono in Portogallo, dove il suo unico trait d’union con gli eventi reali è Manuel, il cameriere del Cafè Orquidea, sempre aggiornato dalle radio libere che ascolta di nascosto.

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Il momento che va sconvolgere la vita di Pereira è, invece, l’incontro con il giovane Francesco Monteiro Rossi, reo confesso di aver copiato la propria tesi di laurea e, come ben presto scoprirà il giornalista, attivista politico. Da questo momento in poi, Pereira muta gradualmente il proprio modo di essere ed intendere la realtà, si stupisce quasi di sé stesso e della volontà ritrovata di voler andare avanti, di non essere più il mediocre giornalista che vive fra pagine di testi ammuffiti, ma desidera, a suo modo, combattere, e lo fa come solo un redattore può e sa fare: scrivendo.

Sostiene Pereira è un libro che sembra quasi una confessione, un testo all’interno del quale si sta semplicemente leggendo un interrogatorio univoco sulla storia e sugli eventi di una persona e di un popolo, su di un cambiamento epocale e drammatico che coinvolge persone normali, camerieri, studenti, impiegati, ma che nel profondo indossa le vesti di mutamento radicale.

Tabucchi, al termine della sua opera, in una nota tiene a specificare che il nome Pereira in portoghese significa “albero del pero”, e che quindi, esattamente come vale per tutti i cognomi di alberi da frutto in Portogallo, è di origine ebraica (così come in Italia i cognomi della stessa discendenza sono afferenti a nomi di città): si tratta, quindi, di un modo per omaggiare un popolo che ha subito dure ingiustizie, ma che ha lasciato traccia indelebile nella storia della civiltà portoghese. Sostiene Pereira diviene così non solo il mezzo per ricordare un popolo, ma anche e soprattutto il coraggio di chi, nonostante le avversità politiche, ha rischiato e perduto la propria vita per un ideale altissimo.

Autore: Laura Landi

Sono ­ per ammissione estrema ­ lettrice compulsiva, anche se molto molto esigente. Andare in libreria mi fa sentire come Alice nel paese delle meraviglie. Il mio amore letterario segreto? Gabriel García Márquez.

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