Il sopravvento dei falsi miti moderni nel romanzo “Cell” di Stephen King

Cell, romanzo di Stephen KingStephen King è un autore che non necessita di grande presentazione. Pur essendo catalogato come scrittore di genere, horror per essere precisi, ha la capacità di spaziare tra gli argomenti più vasti del genere umano, trascinando il lettore nelle più macabre fantasie prendendo spunto da semplici gesti di vita quotidiana. È questo il caso del romanzo Cell (disponibile a € 9,26 su lafeltrinelli.it), che vede l’intera popolazione umana trasformarsi, in senso fisico e psichico, soccombendo alla pazzia per colpa di uno dei mezzi più usati al giorno d’oggi: il cellulare.

Tutto ha inizio una limpida mattina d’ottobre a Boston. All’improvviso un segnale che si trasmette attraverso i cellulari fa impazzire coloro che in quel momento lo stanno usando. Non solo. Il primo impulso di chi vede scene di follia intorno a se, è chiamare i propri cari per assicurarsi che stiano bene. Così, in un circolo vizioso, quasi tutti sono contagiati. E chi si salva? I pochi, rarissimi, che non usano il telefonino o che per caso in quel momento non l’hanno a disposizione. Toccherà a loro combattere contro questa follia, una nuova specie semi-umana, regredita ai livelli dell’uomo delle caverne, che risponde solo agli istinti primari: bere, mangiare, uccidere per difendersi. Questa nuova specie ha però un nuovo potere della mente, forse sempre esistito, anche nell’uomo moderno, ma latente, nascosto dai tanti agi della modernità che non rendono necessario il suo utilizzo. Sanno comunicare col pensiero ed è una caratteristica pericolosa, che li rende uniti e forti. I protagonisti, la ‘resistenza’ dell’uomo civile, dovranno cercare il mezzo per bloccare il segnale, mentre uno di essi è alla disperata ricerca del figlio adolescente, diviso tra l’angoscia di scoprirlo morto e quello di ritrovarlo vivo, ma diverso.

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Un romanzo che si fa leggere d’un fiato, che ti fa sempre pensare: “ancora una pagina, chissà come va”, e ti ritrovi alla fine, deluso e felice di essere alla conclusione.

Autore: deanna

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