Il figlio del Boia

copertina il figlio del boia

Sud della Francia, tempo indefinito, a cavallo del 18° secolo, in un periodo in cui l’ultima ghigliottina calò sul capo di una persona fino alla restaurazione con Napoleone. Bastian Vailant è protagonista de “Il figlio del boia”, e figlio di chi esegue le condanne con la ghigliottina lo è veramente.
Bastian passa un’esistenza tormentata ma predefinita, con dei paletti fissati impossibili da rimuovere, per quanto lui faccia ogni sforzo, insieme alla madre, per cambiare le cose. E’ sempre lui la causa, decisa dal fato, del succedersi degli eventi. Sembra una contraddizione, ma in questo racconto di Katia Brentani non lo è: ogni tentativo di fuga porta all’inevitabile, a ciò che è scritto.

Da piccolo, mentre vive con il padre, boia di professione, è perseguitato dai coetanei, che vedono in lui un parìa, da temere oppure malmenare, a seconda che sia vicina o meno un’esecuzione da parte del padre. Tutti temono chi toglie la vita alle persone, ma il figlio deve sopportare le conseguenze. E così la vita si trascina avanti, seguendo un filo retto, con la madre che indossa una maschera di finzione, illudendosi che tutto vada bene, il padre che già ha vissuto tutto ciò, e non dà chiarimenti nella sua consapevolezza, e il figlio, Bastian, diviso tra queste due personalità e la voglia di cambiare. Un cambiamento arriverà quando, cresciuto, fa i primi passi amorosi, prima carnali in una casa chiusa, e poi più reali incontrando l’amore della sua vita, una gitana di una famiglia nomade.
Lavinie è la prostituta che sarà l’accompagnamento della sua vita, interrotta soltanto da Genevie, figlia di zingari e quindi pure considerata nel paese come una reietta. Un amore che avrà conseguenze prevedibili ma non previste: il padre assassinato,  morto violentemente così come il nonno e così per la generazione prima ancora, e Bastian a prenderne il posto.

Genevie sparisce, di nuovo in viaggio con la famiglia ma contro la sua volontà. E Bastian finisce di nuovo tra le braccia di Lavinie, che è  diventata anche sua amica; ma la verità verrà a galla solo dieci anni dopo quando, per scherzo del destino, il boia Bastian dovrà prendere una terribile decisione.

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“Il figlio del boia” è praticamente un diario, che Bastian scrive a fasi alterne. Non è costruito secondo le date, ma narrato in prima persona, raccontando direttamente al lettore quel che accade nei vari momenti, a volte in tempo reale, a volte mantenendo il presente anche mentre si racconta il passato.
Le tre fasi della vita di Bastian sono scandite chiaramente, una per ogni momento importante di crescita. Si racconta infatti la sua vita, non molto di più, ma è ad esempio per chi è considerato reietto. Perché alla fine della propria vita si può arrivare comunque sereni, grazie alla propria amica prostituta pronta a iniziare un percorso di redenzione, per avere una seconda opportunità e rompere lo schema del mestiere “da padre a figlio”.
E’ un racconto asciutto, senza fronzoli o decorazioni, in cui i sentimenti delle persone sono descritti schiettamente e senza ambiguità, come fosse un vero diario.
Tuttavia non c’è vera disperazione, tra rifiuti della società ci si aiuta, e pian piano subentra la consapevolezza che tutto il dramma che si sta vivendo è predeterminato, senza opzioni. Ma anche se reietti, l’appoggio di uomini giusti e onesti può far cambiare un destino già segnato, grazie a delle scelte coraggiose.

Il sito di Katia Brentani: http://katiabrentani.wordpress.com

Scheda del libro
Prezzo: € 10,00
Editore: Runde Taarn
Data uscita: 02/2009
Pagine: 89
ISBN: 978-88-6120-050-0

Autore: Alex Buaiscia

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